Brevissime bdsm

Segni

SegniChi li lascia sulla pelle,
bellissimi e labili
Chi li imprime per sempre nel cervello:
indelebile marchio.

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Parlando di sesso

Differenze

tumblr_otndb5otMh1w7i57ko1_500Succhiare un cazzo è un atto di volontà. Scoprirlo, guardalo, impugnarlo, leccarlo, giocare con le vene che si gonfiano, stuzzicarne la punta, succhiare il frenulo, metterlo in bocca, decidere il ritmo, i tempi, il modo e se farlo venire. Un pompino è scopare un uomo con la bocca.

Farsi scopare la bocca è un atto di sottomissione.  Ti appoggia la punta, la sbatte sulla lingua, te lo fa desiderare, ti afferra i capelli, te lo ficca in bocca, lo conficca in gola, rimane, poi esce, riaffonda, non ti lascia respiro, ti spinge la testa, ti fa lacrimare, soffoca, detta il ritmo, resta al fondo, conato, riprende, ritmo veloce, poi lento, sbavi, gli bagni i coglioni, respiri, poi dentro di nuovo, ti riempie e tu ingoi.

Parlando di sesso

A ognuna la propria

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Jamie McCartney in “The Wall of Vagina”.

Non c’è vagina migliore di un’altra perché ogni vagina è unica”
Jamie McCartney

A quelli che dicono “una figa è una figa”
A quelle che pensano di avercela brutta
A quelli che ne hanno vista solo una
A quelle che conoscono solo la propria
A quelli che credono di conoscerle tutte
A quelli che pensano di saperne abbastanza
A quelle che “la mia è strana…”
A quelle che non hanno labbra
A quelle che ne hanno “troppe”
A quelli che pensano sia solo un buco
A quelle che non se la vedono, coperta di peli
A quelle che se la scoprono se si depilano
A quelle che la guardano in uno specchio
A quelle che non se la sono mai vista
A quelle che la esplorano con le dita
A quelle che non osano nemmeno sfiorarla
A quelli che la toccherebbero sempre
A quelli che hanno paura che morda
A quelle che non sanno dove hanno il clitoride
A quelli che non sanno che esiste un clitoride
A quelle e a quelli:
sono tutte diverse le fighe del mondo.

Racconti erotici

Brevissime di Molly 6

tumblr_phapjyxTzH1um5l8o_540Piano terra, una finestra a lato, una dietro. Vista parcheggio, solo il mobile separa dalla collega. La gonna alzata sulle cosce, autoreggenti vista pizzo, le dita sul clitoride, gonfio come le labbra. Fradicia, Lui nella testa, Lui nel mio culo, Lui che si muove, mi muove, mi usa, anche da altrove. Passano estranei fuori dal vetro. Ansimo. Tappo la bocca con la sinistra, compulsiva la destra sulla figa, divarico cosce da troia. Odore di sesso in ufficio, rumore liquido, colo. Smetto, non posso, ma voglio e devo. Annuso l’aria, respiro sesso, salivo. Si alza la collega, percorre il corridoio, si allontana, sposto gli slip, infilo di nuovo le dita, tappo la bocca, Lui nel cervello, spinge, cresce, esplode, deflagra, vengo mentre squilla il telefono.

Racconti erotici

Sotto la scrivania

tumblr_l1i1034b6t1qb06k0o1_500Accucciata, nuda, spoglia, esposta, inerme, sua. Aspetto impaziente, ma la pazienza s’impara, l’insegna il Padrone. Freddo il pavimento congela, dura la scrivania ci sbatto. Guaisco, raspo, mugolo, scalcio mi scrollo da cagna. “A cuccia Molly, sta buona!” Mi spezzo le unghie e taccio, mi sbuccio ginocchia muta, ferisco la testa zitta.
Sotto la scrivania aspetto. Appoggio la testa alle Sue gambe, mi scompiglia i capelli distratto, succhio le dita che mi porge, avida, me le faccio bastare, è già tanto. Togliergli le scarpe, leccargli devota i piedi, risalire alla caviglia, l’incavo del ginocchio, la coscia, le palle il cazzo… A stento trattengo l’impulso di sfregarmi contro le sue gambe, abbassargli la cerniere, annusare il suo odore, assaggiare il suo umore, ingoiare il suo piacere. Mi scaccerebbe con un calcio, ma senza intenzione di dolore.
Aspetto, decisa a restare ai Suoi piedi, accucciata, come cagna deve aspettare.