Collaborazioni, Racconti erotici

Racconto anonimo

Pubblico il racconto di un amico. Grazie per avermelo regalato… tu sai quanto io l’abbia apprezzato.


Incollo le labbra alle tue. La mia lingua si fa strada fino a incontrare la tua. La sensazione è quella che si aggroviglino, per quanto le dimensioni non lo consentano davvero. Porto una mano dietro la tua nuca. Abbiamo gli occhi chiusi: ne ho la conferma quando li apro per guardarti. Le nostre bocche che si lasciano e si prendono hanno un suono liquido, rotto da schiocchi improvvisi. Infilo una mano sotto la tua gonna alla ricerca della tua fica che so di trovare già bagnata. Scosto il bordo dello slip con l’indice e, lentamente, arrivo a sfiorarla. Lo spingo fra le labbra, avendo la conferma di quanto pensavo. Lo faccio andare su e giù, bagnandomelo. Il mio corpo preme contro il tuo, schiacciato contro il muro. Sollevi una gamba e la porti dietro al mio culo. Infilo le mani sotto le tue natiche e ti sollevo di peso. Alzi anche l’altra gamba e incroci i piedi dietro di me, avvinghiandoti. Tiro fuori il cazzo duro e te lo struscio fra le cosce poi, spennellandola, sulla fica. Ti strappo via gli slip e premo il cazzo fra le tue labbra. Non serve più che ti sorregga con le mani, schiacciata come sei fra il mio corpo e il muro. Ti sbottono la camicetta, facendo saltare un bottone. Affondo la testa fra i tuoi seni. Prendo un capezzolo fra le labbra a pinza e lo succhio; lo mordo, facendo inarcare il tuo corpo. Ti lasci sfuggire un gemito di dolore, ma non mi fermo. Con una spinta decisa del bacino, il mio cazzo ti entra dentro, tutto, fino alle palle. Ti afferro di nuovo per le natiche. La mia bocca va da un capezzolo all’altro. Li lecco, li mordo; a lingua aperta percorro tutto l’incavo fra i tuoi seni per tornare infine a girare con la punta intorno alle areole. Li mordo ancora. Pompo dentro di te con forza, con ferocia. Arrivo a fondo dentro di te, le mie palle ti sbattono fra le cosce, il tuo corpo viene sbattuto contro il muro. Hai un brivido per il contatto col freddo della parete. Sei aggrappata al mio collo, con i piedi sempre incrociati dietro al mio culo. Hai il capo reclinato, non pensi ad altro che a farti scopare, a goderti il senso di riempimento che arriva a ogni colpo del mio bacino, ogni volta che il mio cazzo bollente ti entra tutto dentro. Appoggi la testa su una mia spalla e mi stringi ancora più forte, gemendo e ansimando. Sento che stai per venire. Aumento la frequenza e l’intensità delle pompate, come se volessi entrarti dentro, dietro al mio cazzo, come se volessi spingerti dentro anche le palle. Affondo le unghie nelle tue natiche. L’odore delle tue ascelle sudate mi rende una furia e non riesco più a controllare il mio corpo. Basterebbe un nonnulla per farci franare entrambi a terra, perdendo l’equilibro. Mi stringi così forte che respiro a fatica. L’urlo con il quale godi lacera il silenzio della stanza e il tuo orgasmo trascina con sé il mio. Sento i getti del mio sperma riempirti, li sento passare come una corrente che va dal mio corpo al tuo. Ansimi, affondo i denti nella mia spalla. Ti lecco il viso, poi ti mordo un labbro, prima che i nostri corpi rallentino e un’infinita dolcezza si impossessa di noi per prendere il posto della furia devastatrice della scopata appena finita. Sfilandomi, sento la mia sborra scorrere giù lungo le tue gambe.

Mi sveglio in un lago di sudore. Fatico a rendermi conto di dove sono. Perfino di chi sono. Il primo contatto familiare è quello con pelo corto del tappeto. Poi la coperta che ho addosso. Mi sono sborrato addosso, fra le cosce. Alzo gli occhi e vedo il letto. Raccolgo lo spermo con le mani e lo ingoio. Mi alzo, attento a non far rumore e ti vedo: sei nel letto, più scoperta che coperta da un lenzuolo. Sei aggrappata allo stallone che hai scopato ieri sera. Il tuo magnifico corpo si solleva ritmicamente. Il tuo viso è sereno, soddisfatto. Lui ha un’erezione notturna. Ho voglia di sfiorare quell’enorme cazzo lucido, ma mi trattengo. Non mi trattengo, invece, dal leccarti i piedi, sicuro di non svegliarti. Ho di nuovo il cazzo duro. Sgattaiolo silenziosamente in bagno e vado a farmi una sega, annusando un paio di tuoi slip sporchi. Per non far rumore, mi sborro in mano e poi la lecco.

Torno ai piedi del letto. Vi guardo ancora: il tuo corpo reso ancora più bello dal sonno; il suo, lucido, magnifico, muscoloso. Mi accuccio sul tappeto e mi tiro su la coperta. Rassicurato, sorridente, mi addormento di nuovo.

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Racconti erotici

Giù!

“Giù Molly, davanti a me!” Mi abbasso, in ginocchio, non lascio i tuoi occhi. Sorrido sorniona. Lo sguardo ti sfida, il corpo obbedisce. Un riflesso pavloviano, da cagna. “Giù Molly” Il tono basso, calmo, ma indiscutibilmente è un ordine. Non mi imponi formalismi. Non pretendi il Lei o il Voi o un Grazie, né un Padrone che io non senta come vero, ma non si discute davanti a un ordine. Nemmeno ci provo, nemmeno lo voglio. In ginocchio. “Lo vuoi il mio cazzo Molly?” Oh si lo voglio, lo dico, lo chiedo, t’imploro. “Mani dietro la schiena” Non posso toccare, non posso fare, decidere, agire sei Tu che mi usi. “Apri Molly, fuori la lingua!” Ce lo sbatti sopra più volte, il Tuo cazzo mi eccita, mi prepara, mi invoglia, l’acquolina in bocca. Le tue mani dietro la mia nuca, s’intrecciano: “Ferma Molly!” Ferma. La cappella appoggiata alle labbra, spingi, apro, entri, piano. Stringi la testa, muovi il bacino, entri più a fondo, arrivi alla gola. Mi tieni lì. Gli occhi si stringono, lacrimo, soffoco, sbavo. Molli la presa, mi fai respirare, ma non mi dai tregua, riprendi, affondi, rimani, lasci. Aumenti il tuo ritmo, mi scopi la bocca, saliva che esce bagnando il tuo cazzo, veloce Tu entri poi esci, rumore di liquido, mi blocchi, mi tieni, la gola si stringe attorno al tuo cazzo, contraggo la figa, squirto, rilascio. Colo lungo le cosce. La pozza per terra aumenta ogni volta che affondi in gola e mi tieni lì ferma, la bocca appoggiata alla base del cazzo, soffoco, conato, trattengo, mi fermi, poi molli. Contraggo, squirto, rilascio. Se vomito a terra mi fai continuare. Rigata dal mascara, paonazza, sbavata, la tua cagna usata. Aumenti il Tuo ritmo, il bacino si muove, veloce, le palle che sbattono sul mio mento, i capelli tirati tra le tue dita, ti sento, il Tuo cazzo si gonfia, mi stringi, mi riempi. Un fiotto caldo di sborra m’invade la gola. Ingoio, ti assorbo, assaporo, mi nutro di Te. Pulisco. Tutto.

Musica

Morena mia (moretta mia)

Brunetta mia canterò per te fino alle dieci
uno, il sole che ti illumina
due, i tuoi piedi che comandano
siamo in tre nel tuo letto… tre
brunetta mia, il quarto arriverà in seguito
cinque tuoi continenti
sei sono le mansioni medie
del mio preriscaldamento
e continuo a cantare, adesso
bene bene bene bene

brunetta mia,
sette sono i peccati commessi
aggiungiamone un altro con me e arriviamo ad otto
nove quelli che ti copro,
più di dieci ne ho sentiti
e per quel che mi riguarda,
supera l’arte quello che mi dai
dammelo, dammelo bene
un pò qui e un pò… a chi?

quando la tua bocca
mi tocca, mi posa e mi provoca
mi morde e mi distrugge,
tutta è sempre poca
e muoviti bene,
che nessuno come te mi sa fare il caffè
brunetta gatta, aiuto mi uccide! mi uccide e mi ri-uccide
andiamo all’inferno, speriamo che non sia eterno,
soave, bene, bene, che nessuno come te mi sa fare il caffè
ma quando la tua bocca
mi tocca, mi posa e mi provoca
mi morde e mi distrugge,
tutta è sempre poca
e muoviti bene, bene, bene
che nessuno come te mi sa fare il caffè
bene bene bene bene

brunetta mia se questa non è felicità
che scenda in terra Dio e lo veda
e anche se non ci crederà,
questa è gloria
e per quel che mi riguarda, supera l’arte
quello che mi dai
dammelo, dammelo bene
un pò qui e un pò… a chi?

ma quando la tua bocca
tocca, mi posa e mi provoca
mi morde e mi distrugge,
tutta è sempre poca
e muoviti bene,
che nessuno come te mi sa fare il caffè
brunetta gatta, aiuto mi uccide!
mi uccide e mi ri-uccide
andiamo all’inferno,
speriamo che non sia eterno,
soave, bene, bene,
che nessuno come te mi sa fare il caffè

è che quando la tua bocca mi tocca,
mi posa e mi provoca
mi morde e mi distrugge,
è sempre poca e muoviti bene…

Racconti erotici

Macchie

Gratti, spingi, giri, scavi, apri. Mi apri, mi apro, rilascio. Ti inondo le mani di me. Fuoriuscite di liquido, caldo abbandono. Scorri in me, mi svuoti di ogni resistenza mentale e fisica. Non penso, godo, non spruzzo, tracimo. Abbatti ogni mia difesa, crollano dighe, allago. Macchie scure sulle lenzuola segnano il passaggio di Te in me. “Cagna, hai di nuovo bagnato il letto”. E se come nel test di Rorschach mi chiedessi di spiegarti le macchie risponderei solo: sei Tu Padrone.

Parlando di sesso

Dichiarazione

Il mio culo ti appartiene!
Tutto il resto anche, certo, ma il mio culo è tuo sopra ogni altra cosa.
Ci appoggi le mani con la sicurezza del Padrone, lo afferri, lo tieni, lo giri, lo batti, lo mordi, lo allarghi, lo prendi, lo sbatti, lo sfondi, lo usi.
Arredamento di casa Tua.
Ti strusci tra le natiche per farti riconoscere. La punta del tuo cazzo, come chiave di serratura, mi apre.
Ti riconosce il mio culo.
Ti accoglie, ti agevola, ti tiene, ti culla, ti stringe, ti scalda, ti gonfia, ti svuota.
Si riempie.
Il mio culo è Tuo Padrone.

Musica

Burlesque (Express)

Esprimete…!

È un mondo freddo e pazzo quello che è infuriato là fuori
beh, tesoro, io e tutte le mie amiche stiamo portando il fuoco
Mostreremo le gambe, metteremo da fuori il petto
E’ una vita, è uno stile, è un bisogno, è Burlesque

Donne, niente rimpianti
esprimete l’amore, il sesso
Donne, niente rimpianti

Sono stata ferma per molto tempo e finalmente il momento giusto è arrivato
Mi piace farmi ammirare dalla gente
Loro lo sanno che io ho un certo savoir-faire

Allaccia le cinture
Riesci ad immaginare cosa succederebbe se ti lasciassi avvicinare tanto da toccarmi?
Entra nella fantasia
Non vorrai più andare via, tesoro, ora ti darò ciò che vuoi… perché?

E’ una passione, e l’emozione, è una moda, Burlesque
Si muoverà, attraverso di te, quindi faccio quel che faccio, Burlesque
Tutte le donne! venite e mostrate il vostro lato adulto, ragazzi, gettateci i vostri soldi se lo volete
Riuscite a sentirmi, lo sentite? E’ il Burlesque.

Li spoglio fino a che non sono al limite
Loro urlano, vogliono di più e mi pregano
So che io sono quella che vengono a vedere
Il mio piacere li porta in ginocchio

Allaccia le cinture
Riesci ad immaginare cosa succederebbe se ti lasciassi avvicinare tanto da toccarmi?
Entra nella fantasia
Non vorrai più andare via, tesoro, ora ti darò ciò che vuoi… perché?

E’ una passione, e l’emozione, è una moda, Burlesque
Si muoverà, attraverso di te, quindi faccio quel che faccio, Burlesque
Tutte le donne! venite e mostrate il vostro lato adulto, ragazzi, gettateci i vostri soldi se lo volete
Riuscite a sentirmi, lo sentite? E’ il Burlesque.

E’ una passione, e l’emozione, è una moda, Burlesque
Si muoverà, attraverso di te, quindi faccio quel che faccio, Burlesque
Tutte le donne! venite e mostrate il vostro lato adulto, ragazzi, gettateci i vostri soldi se lo volete
Riuscite a sentirmi, lo sentite? E’ il Burlesque.

Parlando di sesso

Schiava a chi?!

Uccellino mi scrive sulla messaggistica del mio profilo Tumblr:

18/11/2017 – “Vieni qui schiava. Inginocchiati. Voglio averti in bocca”
19/11/2017 – “Ciao”
20/11/2017 – “Ehi Molly”
21/11/2017 Legami tu”

Vorrei dire due parole a questo tizio (Uccellino è nome di mia fantasia).

Innanzitutto l’educazione: se contatti qualcuno (a prescindere da chi) come minimo dovresti salutare, presentarti, nulla di formale, ci mancherebbe, ma che so, un “ciao”? Non molto originale, ma è un inizio. Fai uno sforzo e vedrai che qualcosa ti viene in mente.
In secondo luogo non mi sembra che paghi imporre ad una sconosciuta di inginocchiarsi per venirle in bocca, a meno che non siate in un contesto in cui esplicitamente la suddetta sconosciuta ha accettato di farlo e non è questo il caso.
Poi la tua pervicacia nel continuare e scrivere anche in assenza di risposte, avrebbe forse potuto portare i suoi frutti, ma il cambio di argomentazioni mi pare non ti abbia giovato molto in immagine.
Infine vorrei sottolineare che se una donna scrive racconti erotici o pubblica foto esplicite non significa che vuole fare sesso con chiunque, ma nel dubbio puoi accertartene con delicatezza e magari un certo stile, ma non pretendiamo troppo. Concludo rassicurandoti sul fatto che solo una persona può chiamarmi “schiava” e di certo non sei tu. Io ho un Padrone solo e a lui solo mi sono sottomessa.
Fatti un volo, Uccellino e impara a stare al mondo.
Racconti erotici

Oltre i 90

Il Padrone mi blocca per i fianchi, da dietro, mentre cammino. Sulla soglia della stanza il mio culo impatta con la sua erezione sotto i pantaloni. Una mano sulla schiena mi spinge verso il basso: “Giu Molly!” mentre con un piede mi allarga le gambe. Appoggio le mani a terra con un angolazione ben oltre i novanta e rimango in quella posizione mentre il Padrone si slaccia i pantaloni, mi solleva la gonna e inizia a sfregarmi il cazzo sulla figa già fradicia. Si lubrifica il tempo necessario, poi appoggia la punta sul buco del mio culo ed entra con l’attenzione che sempre mette all’inizio, ma che poi abbandona spingendo e sfondandomi come è giusto che faccia con la sua cagna. Tenendomi per i fianchi mi penetra prima lentamente, ma a fondo, poi con sempre più foga facendomi urlare e dichiarare quanto io sia troia, quanto gli appartenga. Di colpo poi si ferma lasciandomi in attesa di non so cosa: “ferma Molly!” Si ritrae senza però uscire. Passano interminabili secondi d’immobilita, finché un “ecco” e sento il mio culo riempirsi di caldo e liquido e non è sborra, ma una lunga pisciata dentro le mie viscere. Mi riempie il Padrone.
Mi gonfio di Lui.