Racconti erotici

Brevissime di Molly 7

1_500I sensori del mio corpo tarati su di te.
Ti riconosce la mia carne.
La punta del tuo cazzo spinge piano, entra adagio.
S’allarma il mio cervello per dolori d’altra vita.
Tranquillo il mio culo ti riconosce, si rilassa, si apre e tu mi sfondi.
Abbandoni ogni riguardo, mi usi come devi:
affondi, ritrai, fotti il tuo buco, sbatti il tuo oggetto
e io
inculata
godo.

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Musica

Malo – Tonto

Sei apparso in una notte fredda
con puzza di tabacco putrido e gin
la paura mi percorreva già
mentre incrociavi le dita dietro la porta
il Tuo viso di bel bambino
se l’è mangiato il tempo a partire dalle tue vene
e la tua insicurezza maschilista
si riflette ogni giorno nelle mie lacrimucce.

Una volta ancora, no per favore che sono stanca
e non posso col cuore
Una volta ancora, no amore mio per favore,
non gridare che i bambini dormono
Una volta ancora, no per favore che sono stanca
e non posso col cuore
Una volta ma, no amore mio per favore,
non gridare che i bambini dormono.
Divento come il fuoco
brucio i tuoi pugni di acciaio
e dal colore scuro delle mie guance tirò fuori la forza
per guarirmi le ferite.

Rit.
(Cattivo, cattivo, cattivo, cattivo sei non
si danneggia chi si ama,
no tonto, tonto, tonto sei
non crederti migliore delle donne
cattivo, cattivo, cattivo sei
non si danneggia chi si ama,
no tonto, tonto, tanto sei
non crederti migliore delle le donne)

l giorno è grigio quando ci sei
ed il sole appare di nuovo quando vai via
e la pena del mio cuore
io me la devo inghiottire col fuoco
il mio viso di bambina carina
è invecchiato nel silenzio
ogni volta che mi dici puttana

Rit. (…)

Divento come il fuoco
brucio i tuoi pugni di acciaio
e del colore scuro delle mie guance
tiro fuori la forza
per guarirmii le ferite.

Rit. (…)

Cattivo, cattivo, cattivo sei
cattivo sei, perché vuoi
Cattivo, cattivo, cattivo sei
non mi offendere che mi fa male
Sei debole e sei cattivo non crederti
migliore di me né di nessun altro
ed ora io mi fumo una sigaretta e
dopo ti metto il fumo nel cuoricino
perché cattivo, cattivo, cattivo sei,
tu cattivo, cattivo, cattivo sei,
se cattivo, cattivo sei, sempre
cattivo, cattivo brutto sei

Parlando di sesso

Differenze

tumblr_otndb5otMh1w7i57ko1_500Succhiare un cazzo è un atto di volontà. Scoprirlo, guardalo, impugnarlo, leccarlo, giocare con le vene che si gonfiano, stuzzicarne la punta, succhiare il frenulo, metterlo in bocca, decidere il ritmo, i tempi, il modo e se farlo venire. Un pompino è scopare un uomo con la bocca.

Farsi scopare la bocca è un atto di sottomissione.  Ti appoggia la punta, la sbatte sulla lingua, te lo fa desiderare, ti afferra i capelli, te lo ficca in bocca, lo conficca in gola, rimane, poi esce, riaffonda, non ti lascia respiro, ti spinge la testa, ti fa lacrimare, soffoca, detta il ritmo, resta al fondo, conato, riprende, ritmo veloce, poi lento, sbavi, gli bagni i coglioni, respiri, poi dentro di nuovo, ti riempie e tu ingoi.

Parlando di sesso

A ognuna la propria

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Jamie McCartney in “The Wall of Vagina”.

Non c’è vagina migliore di un’altra perché ogni vagina è unica”
Jamie McCartney

A quelli che dicono “una figa è una figa”
A quelle che pensano di avercela brutta
A quelli che ne hanno vista solo una
A quelle che conoscono solo la propria
A quelli che credono di conoscerle tutte
A quelli che pensano di saperne abbastanza
A quelle che “la mia è strana…”
A quelle che non hanno labbra
A quelle che ne hanno “troppe”
A quelli che pensano sia solo un buco
A quelle che non se la vedono, coperta di peli
A quelle che se la scoprono se si depilano
A quelle che la guardano in uno specchio
A quelle che non se la sono mai vista
A quelle che la esplorano con le dita
A quelle che non osano nemmeno sfiorarla
A quelli che la toccherebbero sempre
A quelli che hanno paura che morda
A quelle che non sanno dove hanno il clitoride
A quelli che non sanno che esiste un clitoride
A quelle e a quelli:
sono tutte diverse le fighe del mondo.

Racconti erotici

Brevissime di Molly 6

tumblr_phapjyxTzH1um5l8o_540Piano terra, una finestra a lato, una dietro. Vista parcheggio, solo il mobile separa dalla collega. La gonna alzata sulle cosce, autoreggenti vista pizzo, le dita sul clitoride, gonfio come le labbra. Fradicia, Lui nella testa, Lui nel mio culo, Lui che si muove, mi muove, mi usa, anche da altrove. Passano estranei fuori dal vetro. Ansimo. Tappo la bocca con la sinistra, compulsiva la destra sulla figa, divarico cosce da troia. Odore di sesso in ufficio, rumore liquido, colo. Smetto, non posso, ma voglio e devo. Annuso l’aria, respiro sesso, salivo. Si alza la collega, percorre il corridoio, si allontana, sposto gli slip, infilo di nuovo le dita, tappo la bocca, Lui nel cervello, spinge, cresce, esplode, deflagra, vengo mentre squilla il telefono.