Racconti erotici

C’è sempre una prima volta


Sono in rete sul portatile, in sala. In chat ammicco a giochi che col mio Padrone in casa sono in difficoltà a fare. Ma la voglia è tanta ho in dosso il completo rosso che a Lui piace. Sono sicura che riuscirò a distrarlo e poi sono curiosa, mi ha detto al telefono, nel pomeriggio, che ha un’ idea per me una sorpresa. Da un po’ in camera da letto, la porta socchiusa, Lui traffica. Sento rumori. Mi dirigo verso la zona notte, ma Lui mi chiude la porta in faccia. “No, Sta lì!” Mi accuccio docile nel disimpegno, per terra. Come devo. Aspetto paziente che mi apra. Alcuni minuti dopo esce a piedi nudi, mi solleva il mento con la mano e mi guarda. Vedo i gemelli ai polsini della camicia. Mi lega il collare al collo, il guinzaglio, ma non lo usa, mi tira per i capelli obbligandomi a quattro zampe fino alla poltrona. Mi lascia lì per tornare e appoggiarmi sulla schiena un vassoio. “Hai un bicchiere pieno, non farlo cadere [Molly]!” Non mi chiama mai per nome il mio padrone quando mi usa. Mentre gli lecco i piedi mi esplora la figa e non far cadere il bicchiere diventa difficile. Ci pensa lui a toglierlo prima che il vassoio cada. Mi merito un colpo col guinzaglio. Due. E me lo infila in bocca, ma prima ci mette il cazzo. Mi porta in camera da letto e vedo la nostra scatola dei giochi aperta. Ha preparato tutto quello che gli serve, che vuole usare stasera. Il mio padrone pensa a tutto. Il frustino da fantino sul letto, un plug, i costrittori per i polsi. Sorrido grata. Mi lega le mani dietro la schiena, mi adagia in ginocchio per terra, la pancia sul letto, la faccia affondata nel materasso. Mi solleva il culo e mi divora la figa. Mugugno, in calore, guardandoci riflessi nello specchio. Mi fa succhiare il plug, riempirlo di saliva e me lo infila con calma, fino in fondo. Poi inizia a scoparmi. Ma non è questo che ha in mente. Mi gira di schiena sul letto, con calma cambia posizione alle mie braccia legandomi i polsi tra loro e poi al collare, sul petto, il cazzo appoggiato sulla mia faccia. Affamata cerco di trattenerlo con la bocca, ma lui mi dà una pacca sul culo: “ferma!” Mi allarga le gambe e infila due dita nella figa. In profondità, a cucchiaio. Inizia a muoverle, sempre più veloce. Un movimento nuovo, che mi vela gli occhi, mi fa impazzire, godere, con lui in ginocchio che mi sovrasta e mi fissa in attesa. Improvvisa un’esplosione di liquido dalla mia figa. Chiudo le gambe sorpresa, cerco di trattenere, non capisco. Sbigottita, improvvisamente lucida lo fisso. Lui mi guarda sorridendo, soddisfatto: “Era tanto che ne parlavamo, eri curiosa dello squirting. Ti è piaciuto?!”

 

 

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