Racconti erotici

Salesgirl da camerino

Ho voglia di stupirlo con lingerie nuova, ma non ho tempo per il solito negozio. Mi butto in una catena mono marca. Mi accoglie una coda da cavallo con occhiali neri da segretaria che già mi pare un buon inizio, poi la maglia di pizzo nero trasparente che non manco di farle notare quanto le stia bene. Sorride: “qui in negozio la devo tenere con la canottiera sotto, ma fuori…” Mi piace la ragazza! Mi gioco la carta dell’onestà: “Voglio qualcosa di sexy”.  S’illumina di un sorriso genuino: “Lei mi fa felice!” e sparisce tra i mobili del negozio. Ritorna mostrandomi pizzi di ogni sorta. Vorrei un corsetto, ma qui non ne hanno. “Body?” azzardo. Quella mi squadra felice e mi apre davanti la cosa più scollata e arrapante che ha in negozio. “Io lei l’ho capita sa?!” A sì? allora inizia a darmi del tu e andiamo in camerino! Appende tutto quanto e mi chiude la tenda alle spalle. Aspetta fuori mentre mi spoglio e inizio a provare “Come va?” sbircia nella tenda e io esco senza troppe cerimonie con brasiliana reggiseno e autoreggenti. Mi guarda, sorride: “Posso?” Ma prego cara. Mi sistema le spalline, l’allacciatura e mi mette davanti allo specchio. Con prudenza infila un dito sotto il pizzo, allarga, sposta, tira, sistema. Fuori uno proviamo l’altro e no, “questo non fa per lei, non è adatto al suo seno” ma non ci davamo del tu? Sparisce nel negozio torna carica di doni e ancora provo e lei guarda e poi chiude e apre la mia tenda ed esco e tocca e sposta. E di nuovo “Posso?” Ma che lo chiedi a fare? Certo che puoi… e mi solleva il seno col dorso della mani che fosse per me girale pure e prendile nel palmo. Loda la mia taglia quarta lamentando la sua seconda e si sporge a mostra le sue tette sollevate dal push-up. Una delizia! “Sa, nella vita ci sono tre cose che rendono felici: sorridere, mangiare e…” sorride sorniona. Le colleghe la chiamano per la pausa caffè “no grazie, finisco di servire la cliente”. Ecco brava, finiamo da qualche parte. Le tocco le mani, le braccia, ridiamo, si solleva la maglia mi mostra la pancia, quanto è “falsa magra” e io vedo solo quanto è figa. Troppo giovane forse, ma si può soprassedere sui suoi trentanni. Altre clienti vanno e vengono e noi lì da almeno quaranta minuti e mi sa che proverò l’intero negozio. E si ricorda poi di una “cosina” che corre letteralmente a prendermi “Se stasera vuoi colpire, con questo sei certa!” E finalmente siamo passate al tu. Mi guardo, mi guarda. Ci guardiamo e sorridiamo soddisfatte. Esco col portafoglio più leggero e la voglia di tornare in camerino.

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