Racconti erotici

Provocazioni

Irrequieta vago senza meta, come un leone che solca la gabbia percorrendola in lungo e in largo senza nemmeno cercare l’uscita. Il Padrone mi osserva, tace, ma vedo che mi guarda. Giorni di frenesia, caldo – togli la giacca – fresco – metti la giacca – ricaldo – ritogli la giacca – poi attese, vacanze finite da troppo, bisogno di andare, ma restare, risposte sbagliate, una pacca sul culo, mi avverte il Padrone: “sta buona… ” Lo provoco, lo stuzzico, sorride, reagisce tranquillo, ma bastarda io insisto. Le mie tendenze switch vanno domate o assecondate, lo sa il Padrone e a volte concede a volte punisce. Più spesso si diverte a tollerare la mia impudenza, ma so che riuscirò a farlo esplodere se insisto. E insisto! So essere estenuante a volte. E finalmente arriva a livello, deborda, mi arrossa il sedere, il culo per aria, il plug che lo allarga, mi fruga, mi sfonda, mi tappa la bocca. I polsi bloccati dalle sue mani, il culo riempito da un pezzo di gomma, la figa frugata dalla sua lingua. Non urlo, non posso, ho il suo cazzo in bocca, ma mi squasso convulsa in orgasmo prolungato. Mi lascia, mi guarda, mi accarezza, piano. Aspetta che il fiato ritorni normale. Sorride: “tesoro, ora ti metti tranquilla per un po’?”

“Si Padrone… fino a domani può bastare?”

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Brevissime bdsm

Brevissime di Molly 2

Suona il campanello della porta di casa. Il Padrone apre e mi trova accucciata sullo zerbino. Il pianerottolo è quello del terzo piano. Chiunque potrebbe vedermi salendo le scale o uscendo dall’ascensore. Ho il vestito leggero sollevato su una natica. Sono fuori da dieci minuti circa. Non molto. Sento il suo sguardo su di me, la testa bassa, rivolta al pavimento. Mugugno piano. Sollevo il viso e lo imploro con gli occhi. Vedo la sua espressione prima sorpresa, poi incerta, finché non alza lo sguardo sulle scale che portano ai solai e le trova disseminate di bucato, sparso da metà scala fino al pianerottolo. Comprende allora, mi solleva delicato, mi abbraccia, mi accompagna sul divano asciugandomi le lacrime che aumentano col ghiaccio appoggiato alla natica. Un livido enorme che ci metterà più di un mese a riassorbirsi. Quando smetto di piangere mi solleva il viso con una mano e ride con me: “Tesoro, se volevi giocare alla cagnetta sullo zerbino ci sono altri modi.”

Racconti erotici

Mi piacciono le bionde

La prima boccata di fumo l’ho presa dal fiato di un uomo. Ho acceso le bionde di un lui prima che fosse mio, ho fumato sulla sua lingua, ha lasciato odore di tabacco tra le mie gambe.
Ho respirato il fumo di amiche in sere d’inverno scaldate su divani in chiacchiere sugli uomini mentre ci si accarezzava gambe e colli e corpi…
Ho appoggiato la punta della lingua sul filtro di una light inumidendolo per gioco, o per provocazione, succhiandolo per desiderio, passandolo con intenzione.
Con la sigaretta tra le dita ho sfidato occhi, atteso avvicinamenti, goduto a gambe aperte e affrontato la notte in rientri solitari, aspettato il mattino in nuvole di fumo.
Ho finito pacchetti in locali nebbiosi, scroccando “paglie” per rubare intimità e mandato in fumo rapporti ciccando per terra.
Tra le mie dita altri hanno tirato fumo da una sigaretta afferrandomi la mano per portarsela alle labbra, pretendendo quello che lasciavo prendere concedendo poco altro.
Ho smesso incazzata di dover smettere. Un vuoto.
L’ultima boccata di fumo l’ho presa dal fiato di un uomo.

Brevissime bdsm

Brevissime di Molly

Inginocchiata a terra, piegata pancia e viso sul materasso.
Braccia legate dietro la schiena ai piedi opposti del letto.
“Ci vediamo dopo” e mi benda gli occhi.
Lo sento trafficare nell’altra stanza.
Ritorna.
“Ci sentiamo dopo” e mi mette cuffie stereo. Sparano i Deep purple ad alto volume.
Rapita totalmente dalla musica tengo il ritmo sculettando.
“Che fai Molly scodinzoli?  vuoi la tua coda?”
“No Padrone, sto ballando!”
Non gli è piaciuta! Eh, non gli è proprio piaciuta…