Racconti erotici

Le scale


IMG_5840Mi hai lasciata sulle scale e sulle scale mi hai trovata. Immobile, come mi hai detto, sui tacchi alti degli stivali, le gambe e le labbra aperte. Ti sento salire le scale alle mie spalle, senza fretta, armeggiando con la cintura e la cerniera dei tuoi pantaloni. Ad ogni gradino il mio respiro si fa più veloce e quando arrivi a sfiorarmi le gambe col tuo cazzo ho un sussulto. Il tuo alito caldo sulla nuca, ti avvicini al mio orecchio, dici il mio nome. “Brava Molly, sei stata ferma….” Sei più alto di me, la differenza di un gradino, ma i tacchi ti costringono a stare sul mio stesso scalino per sovrastarmi e tu giochi con quelle altezze salendo e scendendo e girandomi attorno per toccarmi come preferisci. Nello spazio del gradino il tuo corpo aderisce al mio, la cappella del tuo cazzo è umida, lo lasci libero dalla tua mano, lo sento appoggiarsi. Lo voglio! Non sarà così facile ottenerlo, lo so. La mia mano lungo i fianchi, disobbediente, si sporge per toccarlo coi polpastrelli, per afferrarlo, ma la tua risale tranquilla alla mia gola e l’afferra decisa: “Ti ho detto che puoi toccare Molly?” No, non lo hai detto. Mi fermo, ti afferro il polso sul mio collo, non per spostarlo, ma per garantirmi che tu non lo tolga… La testa reclinata sulla tua spalla dalla pressione della tua mano, mente con l’altra mi esplori senza fretta, giochi coi miei capezzoli, scendi sui fianchi, sento la durezza del tuo cazzo mentre la tua mano arriva alle cosce, si sposta all’interno. Un rivolo sottile, una goccia scivola dalla mia fica lungo la coscia. La raccogli risalendo – “Coli Molly…” – la riaccompagni alla fonte e le tue dita mi aprono scivolando dentro la fica senza difficoltà. Mi inarco, mi trattieni dal collo, frughi, gratti con due dita, mi fai mugugnare, poi urlare. Mi cedono le gambe, devi reggermi per non cadere entrambi dalle scale. Io voglio il tuo cazzo, lo sai, ma vuoi che te lo chieda. Testarda sto muta.
La tua mano dalla gola passa al collo, poi tra le scapole. Mi spingi. “Giù Molly! Gambe dritte” La mia schiena si piega avanti, appoggio le mani ai gradini più alti, il mio culo per aria, esposto a te. Sento la punta del tuo cazzo che struscia tra il solco delle natiche: – “Basta chiedere Molly… se lo vuoi” – scivola sul fradicio della mia fica, si ferma all’ingresso, si appoggia, trattengo il respiro, non chiedo, risale. Cazzo! Un movimento di stizza, tu ridi. Mi stringi i fianchi, affondi le unghie, risali sul culo fino al mio buco, ce lo sbatti sopra un paio di volte “Molly… come si dice?”
“Ti prego Padrone, ti prego…”

 

79 pensieri su “Le scale”

  1. Bel racconto e 100 punti in più perchè non usi giri di parole o parole camuffate che odio, specie in questi racconti, ma le parole giuste! E 1000 punti in più per il finale! 😀

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      1. Guarda, ogni tanto mi capita di finire su qualche pagina che vorrebbe essere erotica…mi metto li a leggere e appena trovo il primo “il suo delicato fiore” o “il duro scettro” ecc ecc iniziano a venirmi i conati di vomito…poi dico va beh…è l’inizio…parte soft e poi ci da dentro…no…poi di solito peggiora ed allora altro che erotismo…mi sale il nervoso ed abbandono la lettura! 😀
        E sulle parole quel che penso l’ho detto qui:
        https://klaudiomi.wordpress.com/2010/04/07/se-la-devi-dire-dilla/
        e qui:
        https://klaudiomi.wordpress.com/2011/12/13/parolacceparliamone/
        Detto ciò, l’allusione mi piace ed anche il doppio senso ma a patto che siano usati in un contesto ironico o seduttivo mentre penso che l’erotismo debba usare termini appropriati per rinforzare la tensione erotica altrimenti, la cosa a mio avviso, sfocia nel ridicolo! Un po’ come fanno le mamme pancine! 😀

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  2. In fin dei conti un “Signore” mantiene sempre le sue promesse… e questo tipo di regalie non si trovano mica sui gradini di qualsiasi scala… bisogna cercarla, trovarla, ma sopratutto seguirne l’odore! Tu e Sinedad mi avete riappacificato la giornata!! kiss.

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      1. “la cappella del tuo cazzo è umida…”: ho inteso che tu volessi dire “il glande”, non il prepuzio, cioè la cappella, come è ben noto, e da cui il modo di dire “cazzo scappellato” , “scappellamelo bene prima di prenderlo in bocca” et similia.
        Ossia con il prepuzio arretrato e glande ben in mostra.
        Infatti, avere il prepuzio umido è assai meno frequente che non avere il glande umido: a meno di non avere un prepuzio che occlude il glande anche a pene eretto, nel qual caso consiglierei una circoncisione.

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        1. Apprezzo molto la tua premura, ma temo di dover dissentire. La cappella del cazzo è il glande che ha la forma appunto del cappello di un fungo. “Scappellare” significa non togliere il cappello, ma scoprirlo. Secondo la tua interpretazione ogni volta che prendo in bocca la cappella del mio Padrone, ne succhio il prepuzio e gli uomini circoncisi sarebbero senza cappella (cosa che credo gli farebbe poco piacere). 

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    1. 😂😂😂😂 scusa ma ho dovuto smettere di ridere!! Ma davvero tu cerchi il significato delle parole volgari sul dizionario? 😂😂😂
      Comunque… mai sentito chiamare cappella il prepuzio. La cappella è il glande, come quella del fungo. Se poi vogliamo rimanere in ambito… accademico… (😂😂😂) il dizionario da te citato è del dialetto veneto, quindi non indicativo.
      Ti consiglio a questo punto:
      https://sapere.virgilio.it/parole/vocabolario/cappella

      O questa

      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cappella_(disambigua)

      😂😂😂
      Ok ora torno a ridere

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  3. Sarà una deformazione professionale la mia…e di sicuro professionalmente non cerco etimi su Wikipedia o su Virgilio!!
    Se ti può consolare, la Treccani indica per cappella sia glande che prepuzio.

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    1. Non indago ulteriormente sulla tua professione.
      Il tuo hobby mi pare invece molto chiaro, ovvero “trollare” (permettimi il neologismo) sui blog altrui.
      Non usi Wikipedia? Troppo poco “professionale”?
      Non pensavo che la ricerca di un lemma come “cappella” richiedesse una approccio professionale.
      La definizione della Treccani non solo mi conforta, ma mi rassicura sulle mie conoscenze.
      Sarebbe interessante sapere se anche l’Accademia della Crusca ha espresso parere in merito!
      😂😂😂 Ora torno a ridere!

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                1. Credimi invece, ne hai bisogno. Non basta una citazione latina per farmi cambiare idea su quello che vali o che sei. Poi puoi ovviamente non tenere di nessun conto la mia opinione. Chi leggerà valuterà.
                  Faber est suae quisque fortunae.

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                2. Te l’ho detto. Per assoluto divertimento. Ora pari tu un po’ stizzito.
                  Ovviamente non puoi conoscermi, quindi mi presento.
                  Uno scambio dialettico del genere, almeno all’inizio, mi stimola.
                  Ciò che temo è la noia, mia come di chi ci legge.
                  Speriamo che tu non debba provocarmela.

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          1. Diciamo che il glande ha comunque un posto di tutto rispetto nella vita di qualunque uomo.
            Se non altro il proprio.
            Non sto litigando, non mi permetterei mai a casa d’altri. Diciamo che mi intrattengo in uno stimolante scontro dialettico.
            Litigare con un troll sarebbe un inutile spreco di energie da parte mia che sicuramente non merita 😏

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                1. scusatemi,mi trovavo a passare,e incuriosito da tanti ” Botta e risposta” non sono riuscito a trattenermi dal leggere alcune vostre battute,che devo dire mi hanno anche piacevolmente divertito.
                  mi associo garbatamente al suscritto ” ALIDIVELLUTO” e torno anche io a fare la parte del silente spettatore

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        1. Anche perchè, sul supporto dei massimi esperti di lingua (cfr. Treccani), la definizione di cappella pencola sui due significati.
          Ammetto che riferirla al glande abbia più glamour, per la sua pregnanza anatomica, rispetto al molto meno interessante prepuzio…

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  4. meravigliosa esperienza….immagino con quale piacere hai accolto il suo cazzo duro come il marmo. E l’intimità assoluta, cerebrale prima ancora che fisica. ricorderai per sempre quelle scale e il modo severo ma giusto con cui ti ha presa …

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