Brevissime bdsm

Segni

SegniChi li lascia sulla pelle,
bellissimi e labili
Chi li imprime per sempre nel cervello:
indelebile marchio.

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Brevissime bdsm

Al limite del piacere

tumblr_ph7fev8lsr1uvnpth_540Saliva il Padrone nella mia bocca, sbava – fottendomi – sulla mia faccia, riempie il mio corpo come più gli aggrada, lo bagna di orgasmi e di lingua e di urina. Umori passati di bocca, bevuti dal cazzo, succhiati dalle dita, leccati dalla pelle. Infradiciata da ogni suo liquido (e mio) ne godo come cagna deve godere. Ma mai ha sputato nella mia bocca. Il Padrone concede alla sua cagna la sua unica ritrosia. Tutti hanno un limite al piacere, questo è il mio.
Un giorno, volendo, mi spingerà oltre.
Ora no.

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Brevissime di Molly 3

Non sono ancora le sette del mattino, la sveglia suonerà a breve. Dall’abisso del sonno una presenza mi sveglia. Apro gli occhi e accanto al letto il Padrone se ne sta in piedi a guardarmi dall’alto. Appoggia le ginocchia sul letto: “Fuori la lingua cagna!” Obbedisco mansueta. Il Padrone ci sbatte sopra il cazzo più volte poi me lo infila in bocca. “Succhia!”. Obbedisco addormentata. Annebbiata. Intorpidita. Il Padrone ha un moto di impazienza rassegnata: “Molly, al mattino non ce la puoi proprio fare eh?!” Sorrido impacciata da un cazzo in bocca. Con colpi veloci me la scopa per ribadire un possesso, si sfila, mi bacia. “Ne riparliamo stasera!”

Suona la sveglia.

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Brevissime di Molly 2

Suona il campanello della porta di casa. Il Padrone apre e mi trova accucciata sullo zerbino. Il pianerottolo è quello del terzo piano. Chiunque potrebbe vedermi salendo le scale o uscendo dall’ascensore. Ho il vestito leggero sollevato su una natica. Sono fuori da dieci minuti circa. Non molto. Sento il suo sguardo su di me, la testa bassa, rivolta al pavimento. Mugugno piano. Sollevo il viso e lo imploro con gli occhi. Vedo la sua espressione prima sorpresa, poi incerta, finché non alza lo sguardo sulle scale che portano ai solai e le trova disseminate di bucato, sparso da metà scala fino al pianerottolo. Comprende allora, mi solleva delicato, mi abbraccia, mi accompagna sul divano asciugandomi le lacrime che aumentano col ghiaccio appoggiato alla natica. Un livido enorme che ci metterà più di un mese a riassorbirsi. Quando smetto di piangere mi solleva il viso con una mano e ride con me: “Tesoro, se volevi giocare alla cagnetta sullo zerbino ci sono altri modi.”

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Brevissime di Molly

Inginocchiata a terra, piegata pancia e viso sul materasso.
Braccia legate dietro la schiena ai piedi opposti del letto.
“Ci vediamo dopo” e mi benda gli occhi.
Lo sento trafficare nell’altra stanza.
Ritorna.
“Ci sentiamo dopo” e mi mette cuffie stereo. Sparano i Deep purple ad alto volume.
Rapita totalmente dalla musica tengo il ritmo sculettando.
“Che fai Molly scodinzoli?  vuoi la tua coda?”
“No Padrone, sto ballando!”
Non gli è piaciuta! Eh, non gli è proprio piaciuta…