Brevissime bdsm

Al limite del piacere

tumblr_ph7fev8lsr1uvnpth_540Saliva il Padrone nella mia bocca, sbava – fottendomi – sulla mia faccia, riempie il mio corpo come più gli aggrada, lo bagna di orgasmi e di lingua e di urina. Umori passati di bocca, bevuti dal cazzo, succhiati dalle dita, leccati dalla pelle. Infradiciata da ogni suo liquido (e mio) ne godo come cagna deve godere. Ma mai ha sputato nella mia bocca. Il Padrone concede alla sua cagna la sua unica ritrosia. Tutti hanno un limite al piacere, questo è il mio.
Un giorno, volendo, mi spingerà oltre.
Ora no.

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Racconti erotici

Mantra

IMG_6782calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma
CAZZO
Zitta, muta, buona, imbavaglia(mi)ta
calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma
CAZZO
Suda, spingi, forza, sbatti, batti, batti, batti(mi)
CAZZO
calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma calma
E lascia stare il capo treno, Cazzo!

Dissertazioni genitali

Collezioni del cazzo

IMG_6730Nella breve vita di questo blog e del mio profilo Tumbler ho collezionato un discreto numero di cazzi.
Pare che a certi maschi piaccia parecchio condividere immagini, non richieste, della prova tangibile della propria virilità. Qualcuno, educatamente saluta e invia la sua cappella arrossata in primo piano. Altri saltano i convenevoli e mostrano erezioni da viagra con vene al limite dell’esplosione. Ci sono cazzi storti, cazzi dritti, cazzi che ci provano ma non ce la fanno, cazzi che hanno avuto tempi migliori e altri che non li avranno mai.
A voi che della distribuzione iconica del vostro membro fate uno sport ho alcune cose da dire.
Intanto capisco che non siete tutti fotografi provetti, ma evitare di inquadrare calzini, tende a fiori o sanitari del bagno si può e magari l’immagine ne guadagna. In secondo luogo siamo nell’era del digitale e di cazzi è piena la rete, uno in più non fa differenza, anzi, è meglio un bel vedo non vedo che dà spazio all’immaginazione. Se poi ci si tova davanti a un’innegabile dono di natura in centimetri o diametro, usarlo come biglietto da visita può essere controproducente: anche ammesso che una sbavi al punto tale da contattarvi, dovete poi mostrarvi all’altezza della vostra lunghezza. Io qualche dubbio ce l’ho e non sono nemmeno interessata a togliermelo.
Vi parrà strano, ma una donna che scrive di sesso non necessariamente vuole farlo con voi. Soprattutto con voi che l’arte della seduzione la riducete a pixel senza nessuna messa a fuoco.
Un cazzo ha il suo valore se viene richiesto e desiderato, se ha un contorno di promesse e un crescendo di attese e se non si pensa che sia l’unico mezzo con cui soddisfare una donna. Per quello ci sono i meno impegnativi vibratori.

Cedesi collezione scadente di cazzi forse (mai) usati.

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Citazioni

Proiettando Molly

Un’intervista immaginaria di Faccamerika alla quale non ho preso parte, ma che mi ha divertita.

FaccameriKa!

“Siediti. Mettiti comoda. Sul letto, sul divano, dove preferisci”, le faccio.
Molly si mette sul letto.
Sorrido per la sua scelta.
“Allora?”, esordisco.
“Allora cosa?”, risponde.
“Cos’è questa storia del tuo PADRONE?”
Mi guarda stupita.
“Dunque è per questo che mi hai convocato in questo posto… Cos’è che non hai capito, che non ti è chiaro?”
“Non è che non ho capito. Solo non credo che quello che scrivi sia tutto vero al cento per cento…”
“Eccome se lo è”, si inorgoglisce.
“Forse esageri un tantinello, lo capirei… A tua detta saresti quasi una schiava di Cartagine!”
“Non so come erano le schiave a Cartagine. Ma sì, io sono una schiava. Sono la schiava del mio Padrone…”
“Molly, basta stronzate. Ma che schiava e schiava! Schiava… nell’anno 2018?!”
“E allora? Pensi forse che la schiavitù non esista più?”
“Non è che non esistano più le schiave, per carità! Però in…

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Racconti erotici

Supplemento di Penitenza

IMG_6675Scivola la sborra con l’acqua della doccia: dalla schiena, lungo la curva delle natiche, per la lunghezza delle gambe, disperdendosi in un rivolo denso, mentre ingorda la mia bocca ne sente la mancanza.
Nemmeno un assaggio in punta di dita, solo gocce disperse nel tragitto fino al bagno.
Grido di piacere all’unisono col suo mentre il getto caldo m’ha invaso la schiena in pozza biancastra d’orgasmo virile.
Sfilato il cazzo per compiere l’impresa, la mia figa, terribilmente vuota, si è contratta cercandolo ancora, perdendo liquidi non più trattenuti dalla sua erezione.
Colpi veloci nel battere carne su carne in spinte successive, sfondata, trattenuta dal peso del suo corpo, schiacciata sul cuscino dalla mano sulla nuca.
Quasi prona, il culo in aria a ricordare la perduta postura quadrupede in cui mi ha voluta.
Spinta sul letto già fradicia, pronta ad accoglierlo a esaudire la sua voglia di scoparmi.
Mani sul mio corpo, lingua nella bocca, sguardi di intenzioni manifeste.


Scritto per assolvere alla seconda penitenza dall’implacabile Ysingrinus. Fallita la prima per una U in eccesso nell’ultima riga, questa l’ulteriore prova da superare: “scrivere un articolo dalla fine all’inizio, al contrario, ma scritto al dritto eh. Cioè dall’epilogo vai al prologo.”

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Penitenza

Il poggiolo di cemento protegge i corpi nudi di vesti e pudori.

Spalancata di coscia accolgo il suo cazzo tra umori di fradicia figa.

Dondolo, sbatto, godo. Rumore carnale. Urla soffocate da mano ferma.

Ritardi di amplessi, mai meta finale del piacere sensuale.

Estinte le forze crolliamo nel letto vicino; la lingua virilmente resiste tra gambe ancora aperte.


Scritto per assolvere alla penitenza inflittami dal sadico Ysingrinus. Non avendo risolto il suo Quizzettone ho dovuto omettere in ogni frase una vocale nel consueto ordine: A, E, I, O, U.