Racconti erotici

Brevissime di Molly 4

La torre medievale spunta sulle nuvole sospesa nel vuoto. Ai suoi piedi il bosco di castagni riporta a a una quiete selvaggia che invoglia ad appoggiarsi agli alberi col culo in fuori. Cancella malumori raccogliere castagne scricchiolando foglie gialle sul terreno e il sottobosco è un humus sensuale, umido e melmoso e caldo. Schiudere ricci per rubarne il frutto. Forzare leggera con la punta delle dita, afferrare il ciuffo delle tre castagne, tirare mentre indice e pollice dell’altra mano allargano i lembi del riccio. Cede quello, si apre, ma ti punge le dita. Aghi sottili si conficcano nei polpastrelli e cavarli coi denti uno a uno, e lenire il dolore con la punta della lingua per poi succhiarlo via infilando il dito tra le labbra e riempirlo di saliva. Un attimo in bocca, poi di nuovo a cercare altri ricci, mentre desideri diversi bagnano la mente.

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Sotto-messa

IMG_5793Accasciata ai tuoi piedi stremata e ansimante mi arrotolo contro le Tue gambe, mi chiudo in abbraccio, mi struscio cercando il Tuo contatto mentre il bruciore dei colpi sulla pelle pulsa. Le frange del flogger pendono dalla tua mano ancora oscillanti dopo l’ultimo colpo, mi sfiorano i fianchi per ora inoffensive. Sento la Tua presenza sopra a me, sopra a tutto, i Tuoi occhi sulla mia schiena, sento il Tuo desiderio, la sua violenza, la sua forza, la Tua forza che è anche la mia. Mi guardi dall’alto e sai che non la dirò la safeword, continuerò a contare facendomi scarnificare piuttosto che dirla perché ogni colpo sancisce l’appartenenza, suggella un patto, prosegue un percorso di fiducia che abbiamo fatto assieme, rafforza la tua volontà di farmi Tua, la mia volontà di esserlo. “Guardami” dici. I tuoi ordini sono sempre detti. Basta questo. Sai la mia fatica nel guardarti in certi momenti, ma lo faccio. Sorridi leggendo la sfida nei miei occhi. Ti piace, Ti stimola, Ti gratifica. L’Hai vista dal primo momento la mia ribellione, non Sei fuggito come altri, Hai raccolto la sfida che ero, non per schiacciarmi, non lo fai mai, ma per vincermi ogni volta stimolando la mia curiosità, la mia voglia di abbandonarmi anche. Docile non mi vorresti, docile non sono. Misuri la tua forza imponendoti sulla mia.
Leggi nei miei occhi, sai che sono pronta a tornare in posizione, ma Ti chini su di me, mi sollevi priva di forze, mi adagi sul letto, mi lecchi i segni rossi su culo e schiena, m’infili una mano nella figa, la trovi fradicia, già lo sai, mi giri “Guardami cagna, sempre”. Sempre ti guardo. Mi metti una mano sul collo. Il resto Lo sai.

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Salesgirl da camerino

Ho voglia di stupirlo con lingerie nuova, ma non ho tempo per il solito negozio. Mi butto in una catena mono marca. Mi accoglie una coda da cavallo con occhiali neri da segretaria che già mi pare un buon inizio, poi la maglia di pizzo nero trasparente che non manco di farle notare quanto le stia bene. Sorride: “qui in negozio la devo tenere con la canottiera sotto, ma fuori…” Mi piace la ragazza! Mi gioco la carta dell’onestà: “Voglio qualcosa di sexy”.  S’illumina di un sorriso genuino: “Lei mi fa felice!” e sparisce tra i mobili del negozio. Ritorna mostrandomi pizzi di ogni sorta. Vorrei un corsetto, ma qui non ne hanno. “Body?” azzardo. Quella mi squadra felice e mi apre davanti la cosa più scollata e arrapante che ha in negozio. “Io lei l’ho capita sa?!” A sì? allora inizia a darmi del tu e andiamo in camerino! Appende tutto quanto e mi chiude la tenda alle spalle. Aspetta fuori mentre mi spoglio e inizio a provare “Come va?” sbircia nella tenda e io esco senza troppe cerimonie con brasiliana reggiseno e autoreggenti. Mi guarda, sorride: “Posso?” Ma prego cara. Mi sistema le spalline, l’allacciatura e mi mette davanti allo specchio. Con prudenza infila un dito sotto il pizzo, allarga, sposta, tira, sistema. Fuori uno proviamo l’altro e no, “questo non fa per lei, non è adatto al suo seno” ma non ci davamo del tu? Sparisce nel negozio torna carica di doni e ancora provo e lei guarda e poi chiude e apre la mia tenda ed esco e tocca e sposta. E di nuovo “Posso?” Ma che lo chiedi a fare? Certo che puoi… e mi solleva il seno col dorso della mani che fosse per me girale pure e prendile nel palmo. Loda la mia taglia quarta lamentando la sua seconda e si sporge a mostra le sue tette sollevate dal push-up. Una delizia! “Sa, nella vita ci sono tre cose che rendono felici: sorridere, mangiare e…” sorride sorniona. Le colleghe la chiamano per la pausa caffè “no grazie, finisco di servire la cliente”. Ecco brava, finiamo da qualche parte. Le tocco le mani, le braccia, ridiamo, si solleva la maglia mi mostra la pancia, quanto è “falsa magra” e io vedo solo quanto è figa. Troppo giovane forse, ma si può soprassedere sui suoi trentanni. Altre clienti vanno e vengono e noi lì da almeno quaranta minuti e mi sa che proverò l’intero negozio. E si ricorda poi di una “cosina” che corre letteralmente a prendermi “Se stasera vuoi colpire, con questo sei certa!” E finalmente siamo passate al tu. Mi guardo, mi guarda. Ci guardiamo e sorridiamo soddisfatte. Esco col portafoglio più leggero e la voglia di tornare in camerino.