Parlando di sesso

A ognuna la propria

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Jamie McCartney in “The Wall of Vagina”.

Non c’è vagina migliore di un’altra perché ogni vagina è unica”
Jamie McCartney

A quelli che dicono “una figa è una figa”
A quelle che pensano di avercela brutta
A quelli che ne hanno vista solo una
A quelle che conoscono solo la propria
A quelli che credono di conoscerle tutte
A quelli che pensano di saperne abbastanza
A quelle che “la mia è strana…”
A quelle che non hanno labbra
A quelle che ne hanno “troppe”
A quelli che pensano sia solo un buco
A quelle che non se la vedono, coperta di peli
A quelle che se la scoprono se si depilano
A quelle che la guardano in uno specchio
A quelle che non se la sono mai vista
A quelle che la esplorano con le dita
A quelle che non osano nemmeno sfiorarla
A quelli che la toccherebbero sempre
A quelli che hanno paura che morda
A quelle che non sanno dove hanno il clitoride
A quelli che non sanno che esiste un clitoride
A quelle e a quelli:
sono tutte diverse le fighe del mondo.

Dissertazioni genitali

Bada a come parli

Quella serata di confidenze sul divano, con un bicchiere in mano, la musica che gira in vinile e la testa leggera. Nonostante, o soprattutto, per l’amicizia di anni, gli sguardi si tuffano nelle reciproche scollature e i miei piedi nudi si strusciano sul tuo fine-gambe fino a giocare con le tue mutande che ci conosciamo così bene che non ci sono equivoci possibili e se ci scappa una leccata sul collo non ne facciamo mica un caso. Poi da lì si vede dove si finisce. Che già durante la manicure che hai voluto improvvisare, parlando disinvolta di letteratura, invece di bagnarmi le dita nella vaschetta d’acqua te le infilavi in bocca succhiandole una per una e sono quei particolari che una poi tende a notare e ci fa due conti sopra. E quando poi si arriva all’argomento anticipato nella pratica dei gesti, tu unisci gli indici e i pollici delle mani a formare il rombo delle femministe e accenni alla mia “fichetta”. Fichetta?!!! Fichetta c’è l’avrai tu! Io se permetti ho una Fica, anzi, una Figa che dalle mie parti si dice così, che abbiamo superato gli “anta” già da un po’ e i vezzeggiativi lasciamoli a chi ha bisogno di nascondersi dalle parole. Se vuoi parlare della mia figa chiamala Figa e se vuoi parlare alla mia figa inizia col farlo adeguatamente al mio cervello che senza quello non si comincia nemmeno. Quindi cara, te lo dico col cuore: bada a come parli della mia figa!