Dissertazioni genitali

Collezioni del cazzo

IMG_6730Nella breve vita di questo blog e del mio profilo Tumbler ho collezionato un discreto numero di cazzi.
Pare che a certi maschi piaccia parecchio condividere immagini, non richieste, della prova tangibile della propria virilità. Qualcuno, educatamente saluta e invia la sua cappella arrossata in primo piano. Altri saltano i convenevoli e mostrano erezioni da viagra con vene al limite dell’esplosione. Ci sono cazzi storti, cazzi dritti, cazzi che ci provano ma non ce la fanno, cazzi che hanno avuto tempi migliori e altri che non li avranno mai.
A voi che della distribuzione iconica del vostro membro fate uno sport ho alcune cose da dire.
Intanto capisco che non siete tutti fotografi provetti, ma evitare di inquadrare calzini, tende a fiori o sanitari del bagno si può e magari l’immagine ne guadagna. In secondo luogo siamo nell’era del digitale e di cazzi è piena la rete, uno in più non fa differenza, anzi, è meglio un bel vedo non vedo che dà spazio all’immaginazione. Se poi ci si tova davanti a un’innegabile dono di natura in centimetri o diametro, usarlo come biglietto da visita può essere controproducente: anche ammesso che una sbavi al punto tale da contattarvi, dovete poi mostrarvi all’altezza della vostra lunghezza. Io qualche dubbio ce l’ho e non sono nemmeno interessata a togliermelo.
Vi parrà strano, ma una donna che scrive di sesso non necessariamente vuole farlo con voi. Soprattutto con voi che l’arte della seduzione la riducete a pixel senza nessuna messa a fuoco.
Un cazzo ha il suo valore se viene richiesto e desiderato, se ha un contorno di promesse e un crescendo di attese e se non si pensa che sia l’unico mezzo con cui soddisfare una donna. Per quello ci sono i meno impegnativi vibratori.

Cedesi collezione scadente di cazzi forse (mai) usati.

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