Parlando di sesso

Dichiarazione

Il mio culo ti appartiene!
Tutto il resto anche, certo, ma il mio culo è tuo sopra ogni altra cosa.
Ci appoggi le mani con la sicurezza del Padrone, lo afferri, lo tieni, lo giri, lo batti, lo mordi, lo allarghi, lo prendi, lo sbatti, lo sfondi, lo usi.
Arredamento di casa Tua.
Ti strusci tra le natiche per farti riconoscere. La punta del tuo cazzo, come chiave di serratura, mi apre.
Ti riconosce il mio culo.
Ti accoglie, ti agevola, ti tiene, ti culla, ti stringe, ti scalda, ti gonfia, ti svuota.
Si riempie.
Il mio culo è Tuo Padrone.

Racconti erotici

Provocazioni

Irrequieta vago senza meta, come un leone che solca la gabbia percorrendola in lungo e in largo senza nemmeno cercare l’uscita. Il Padrone mi osserva, tace, ma vedo che mi guarda. Giorni di frenesia, caldo – togli la giacca – fresco – metti la giacca – ricaldo – ritogli la giacca – poi attese, vacanze finite da troppo, bisogno di andare, ma restare, risposte sbagliate, una pacca sul culo, mi avverte il Padrone: “sta buona… ” Lo provoco, lo stuzzico, sorride, reagisce tranquillo, ma bastarda io insisto. Le mie tendenze switch vanno domate o assecondate, lo sa il Padrone e a volte concede a volte punisce. Più spesso si diverte a tollerare la mia impudenza, ma so che riuscirò a farlo esplodere se insisto. E insisto! So essere estenuante a volte. E finalmente arriva a livello, deborda, mi arrossa il sedere, il culo per aria, il plug che lo allarga, mi fruga, mi sfonda, mi tappa la bocca. I polsi bloccati dalle sue mani, il culo riempito da un pezzo di gomma, la figa frugata dalla sua lingua. Non urlo, non posso, ho il suo cazzo in bocca, ma mi squasso convulsa in orgasmo prolungato. Mi lascia, mi guarda, mi accarezza, piano. Aspetta che il fiato ritorni normale. Sorride: “tesoro, ora ti metti tranquilla per un po’?”

“Si Padrone… fino a domani può bastare?”