Racconti erotici

Penitenza

Il poggiolo di cemento protegge i corpi nudi di vesti e pudori.

Spalancata di coscia accolgo il suo cazzo tra umori di fradicia figa.

Dondolo, sbatto, godo. Rumore carnale. Urla soffocate da mano ferma.

Ritardi di amplessi, mai meta finale del piacere sensuale.

Estinte le forze crolliamo nel letto vicino; la lingua virilmente resiste tra gambe ancora aperte.


Scritto per assolvere alla penitenza inflittami dal sadico Ysingrinus. Non avendo risolto il suo Quizzettone ho dovuto omettere in ogni frase una vocale nel consueto ordine: A, E, I, O, U.